James G. Ballard e Muse a confronto – Saggio di Joanna Plewniak – La Frusta Letteraria

James G. Ballard  e  Muse a confronto 

I Muse, gruppo musicale alternative rock britannico del Teignmouth, Devon, nascono nel 1992 dall’incontro di tre amici: Matthew Bellamy, Dominic Howard e Chris Wolstenholme. Lo stile musicale della band è eclettico e racchiude una vasta gamma di melodie che vanno dall’alternative rock al genere sinfonico ed orchestrale. Anche i testi, principalmente scritti dal leader del gruppo Matthew Bellamy, propongono tematiche ed argomentazioni varie come l’apocalisse, le guerre galattiche, l’universo, la politica, la religione e l’esistenza di vite extraterrestri. 

Ascoltando i Muse è possibile cogliere alcune somiglianze con le opere dello scrittore postmoderno inglese, James Graham Ballard (1930 – 2009), autore di numerosi racconti e romanzi di fantascienza e noto per aver esercitato una grande influenza sul filone letterario del cyberpunk e la New Wave inglese. 

Alcuni brani dell’album intitolato Absolution (2003), sono affini alle tematiche delle catastrofi naturali presenti nelle prime opere dello scrittore inglese. The Waiting Grounds (1959) costituisce il primo racconto in cui Ballard affronta il tema dello spazio, mentre i successivi The Wind From NowhereThe Drowned WorldThe Burning World e The Crystal World segnano l’inizio di una serie di opere dedicate a possibili disastri naturali che, abbattendosi sulla Terra, metterebbero la civiltà umana in ginocchio. Nel video di Sing for Absolution, per esempio, i membri del gruppo viaggiano nello spazio diretti verso la Terra per salvarla da un disastro ecologico catastrofico. In esso appare anche Londra, una città apocalittica dove sotto il Big Ben e tutt’attorno non ci sono altro che macerie. Anche nei romanzi di Ballard, soprattutto gli ultimi, Londra diventa lo sfondo delle vicende dei suoi personaggi che, alla pari di sopravvissuti ad un cataclisma, cercano di barcamenarsi in una città fantasma dove gli ultimi superstiti sono perlopiù psicopatici.

L’intero album dunque, segue questa tematica tra cui anche il brano Apocalypse Please:

Dichiarate che questa è un emergenza

Sbrigatevi, diffondete un sensazione di urgenza

Per trascinarci via

per trascinarci via

Questa è la fine

Questa è la fine

Del mondo

Questa volta vedremo un miracolo

Forza è tempo di qualcosa di biblico

Che ci trascini via

che ci trascini via

Questa è la fine

Questa è la fine

Del mondo

Proclamate vittoria eterna

Forza cambiate la storia

E trascinateci via,

trascinateci via

Questa è la fine

Questa è la fine

Del mondo

Il tema principale è dunque l’apocalisse, un concetto che potrebbe avere significati anche più profondi connessi alle psicologie dell’individuo che, come moti cosmici, agitano il suo interno. I personaggi di Ballard infatti, sono spesso insoddisfatti, confusi, privati di qualcosa che non sanno se definire indispensabile o meno, positiva o negativa. In molti dei racconti dello scrittore, si sfiorano casi clinici estremi alla maniera delle canzoni di Bellamy in cui, accanto alle scoperte e teorie scientifiche, vengono accostate tematiche di carattere psicologico come ad esempio Space Dementia, termine utilizzato dalla Nasa per indicare una particolare reazione psicologica degli astronauti ad una lunga permanenza nello spazio, oppure Stockholm Syndrome, patologia secondo cui la vittima tende ad identificarsi col proprio carnefice e ad amarlo:

Non continuerò a fare a modo tuo

Lascia il tuo odio crescere

e lei urlerà

e lei griderà

e lei pregerà

e lei aveva un nome

lai aveva un nome

Ma non ti lascerò indietro

lasci la tua rabbia salire

e voleremo

e cadremo

e bruceremo

nessuno ricorderà

nessuno ricorderà

Questa è l’ultima volta che ti abbandonerò

questa è l’ultima volta che ti dimenticherò

spero di farcela

Guardiamo le stelle

speriamo che brucino nei tuoi occhi

e ci ameremo

e spereremo

e moriremo

tutto senza secondi fini

tutto senza secondi fini

Questa è l’ultima volta che ti abbandonerò

questa è l’ultima volta che ti dimenticherò

spero di farcela

Questa è l’ultima volta che ti abbandonerò

questa è l’ultima volta che ti dimenticherò

spero di farcela

spero di farcela.

Sotto l’influenza dei suoi predecessori, Ballard si focalizza sulle profondità della mente umana arrivando a congetturare quello che venne poi chiamato Innerspace, ovvero lo spazio interno all’uomo. Da qui, si sviluppa il lato mistico delle canzoni del gruppo che come in Thoughts Of A Dying Atheist affrontano il tema della morte e della necessità di credere nell’esistenza di un aldilà.

Ballard è considerato uno scrittore  che, come George Orwell (1903- 1950), amava congetturare il futuro della società in cui viveva. In 1984, Orwell scriveva che un giorno saremmo stati governati da un’autorità suprema, il Big Brother, che avremmo perso la nostra libertà individuale e che i continenti sarebbero stati divisi diversamente da come lo sono adesso (è una coincidenza che una delle canzoni dei Muse sia proprio intitolata United States of Eurasia?). Ballard, si avvicina a questa filosofia di carattere distopico che deforma tutto ciò che di troppo perfetto esiste. Allo stesso modo anche Bellamy ipotizza qualcosa di simile in Citizen Erased in cui si canta dell’annientamento dell’individuo, della sua unicità e dell’avvento delle macchine. Non a caso, durante uno dei suoi ultimi concerti sul palco era presente anche un enorme robot:

Squarciami

Insegnaci ad imbrogliare

E a mentire e a coprire

Ciò che non dev’essere spartito

E la verità si sta dipanando

Raschiando via nella mia mente

Non chiedermi più di descrivere

Per un solo momento

Mi auguro tu resti sulla tua scena

Senza alcun sentimento

Con la mente aperta

Sono certo che eravamo così liberi

Mi sono messo a nudo

Consumandomi per tutto

Per vedere

Ed essere

Ciò che vuoi e ciò di cui hai bisogno

E la verità si sta dipanando

Raschiando via nella mia mente

Non chiedermi più di descrivere

Per un solo momento

Mi auguro tu resti sulla tua scena

Senza alcun sentimento

Con la mente aperta

Sono certo che eravamo così liberi

Lavami via

Lava via il tuo corpo da me

Azzera tutti i ricordi

Ci portano soltanto sofferenze

E io ho visto

Tutto ciò di cui avrò sempre bisogno.

Il romanzo Millenium People (2003), facente parte della trilogia sul terrorismo e la rivolta della borghesia, costituisce una sintesi significativa dei temi a cui Ballard si avvicina nell’ultima parte della sua attività: il consumismo, la società tardo capitalistica e i mass media. Anche i Muse trattano temi legati alla politica e alla società e non a caso il cantante afferma di essere particolarmente affascinato dal Georgismo, e da una visione rivoluzionaria della Costituzione inglese, come in Assassin o Uprising, come anche dalla teoria di John Perkins concernente l’influenza esercitata dai lobbisti sul sistema politico.

Da quello che si può notare dunque, i Muse hanno molto in comune con lo scrittore inglese, in particolare le tematiche riguardanti i cataclismi, una visione futurista della società, le patologie umane portate ai limiti estremi ed il timore che qualcosa di tutto ciò, possa effettivamente realizzarsi.

Joanna Plewniak