Gianni De Martino, L'uomo che Gesù amava, (testi di Pasqule Quaranta). – recensione

Gianni De Martino, L’uomo che Gesù amava, Libreria Croce (testi di Pasqule Quaranta). 

L’Autore prende lo spunto dal libro “The man Jesus Loved” di Theodore

Jenning, pastore della Chiesa metodista americana, non per ribadire la

presunta omosessualità di Gesù, ma per proclamare “l’indifferenza” del fatto qualora si fosse verificato. Sua precisa proposta è uscire da una

considerazione della sessualità tabuizzata e additarne una equilibrata,

lontana dall’enfatizzazione e dallo svilimento. 

 Un interessante articolo dello stesso De Martino sintetizza così il senso

del suo interessante libro, che si avvale anche dei testi documentari

raccolti da Pasquale Quaranta:

 «… della sessualità di Gesù non sappiamo nulla, eccetto che era un maschio ebreo del suo tempo e che il suo coraggio consisteva nell’essere tenero. Non abbiamo bisogno né di un Gesù gay né di un Gesù eterosessuale o asessuato.

Abbiamo bisogno del Cristo risorto. Occorre salvaguardare il valore

“universale” del Cristo».

 L’argomento è trattato con singolare maestria e coinvolgimento, fuori dai

luoghi comuni, usati solitamente contro i nemici implacabili

dell’omosessualità (tra i quali coloro che hanno contestato questo libro in

quel di Salerno). E per prima cosa vengono smantellate alla radice le

giustificazioni dell’aggressività omofobica, con la messa in questione della presunta inconfutabilità del punto di vista biblico, che non pochi portano ad avallo dei propri atteggiamenti persecutori.

 Opportuna perciò la scelta di passi evangelici che parlano di Lazzaro,

amico di Gesù; di Giovanni, il discepolo che Gesù amava; del ragazzo per il quale un centurione va a chiedere la guarigione; del giovane che confessa di avere osservato i comandamenti, e che Gesù, “fissatolo, amò”; del ragazzo che fugge nudo all’arresto di Gesù… Brevi flash che, accanto a quelli che si potrebbero riportare circa il comportamento di Gesù verso le donne e i peccatori incalliti, possono dare un’immagine di Gesù, libero da pregiudizi, che invita tutti ad attingere alla “pienezza di vita, che consiste nella partecipazione alla vita stessa di Dio”.

 Ne risulta un Cristo liberatore delle coscienze, comunicatore del senso

della vita, lontano mille miglia dall’imporre una precettistica, cara

soltanto a coloro che si attengono ad “un’identità fissa e contratta”,

riducibile ad “una piccola idea, spesso polarizzata e reattiva, della

relazione con se stessi, con l’universo mondo, con gli altri e con l’Altro:

parole che non richiedono commento.

Ausilia Riggi

Le considerazioni che Gianni De Martino svolge nelle prime 50 pagine (le altre sono occupate da interviste e documentazioni a cura di Pasquale Quaranta) tratteggiano un quadro della vita omosessuale pieno di dignità, liberato dai linguaggi polarizzati. “Continuo a pensare, scrive De Martino, che i gay credenti sian all’avanguardia nel rinnovamento delle chiese cristiane perché amano davvero e molto, forse fin troppo, Gesù”.